“Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza, agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo, organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza” Antonio Gramsci


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"Ho una sorta di melanconia, contro la quale posso combattere solo cercando di capire, solo pensando a queste cose fino in fondo." Hannah Arendt





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LA FORZA PROPULSIVA DELL'INQUIETUDINE
Quando parliamo di inquietudine ci riferiamo a qualcosa di negativo. Invece io credo che dietro la parola inquietudine si celi una grande forza che la pace, la tranquillità e la serenità non possono dare. La parola inquietudine ci induce a pensare a qualcosa di irrequieto, in movimento, di instabile. Tutto ciò che è stabile per definizione non si muove. E se non si muove non cambia, ma si radica e si pietrifica lasciando tutto esattamente com’è. Ma diceva il filosofo “tutto scorre”. Ciò significa che l’essenza della vita è il cambiamento, il movimento. Perciò l’uomo è per sua natura inquieto, nel senso che da sempre nella storia è spinto da una irrequietezza che è il suo primo motore. Dal canto mio ribadisco più volte nelle mie poesie che non c’è pace per me. La mia più grande forza da sempre è questa irrequietezza che, si badi, è però estremamente distruttiva. Purtroppo di gente ferma nella vita ne incontriamo tanta: una schiera di ipocriti che non batte ciglio davanti a niente. Ribadisco ancora che l’indignazione è un valore irremovibile, una rabbia costruttiva che inquieta lo spirito e per questo lo fa muovere. Certo è vero che chi non si smuove davanti all’ingiustizie della vita campa 100 anni. Ma la condizione da soprammobile dell’esistenza è veramente auspicabile?Ovviamente no.

Stefania Calledda


Ipse dixit
Non c'è attività umana da cui si possa escludere ogni intervento intellettuale, non si può separare l'homo faber dall'homo sapiens. Ogni uomo infine, all'infuori della sua professione esplica una qualche attività intellettuale, è cioè un "filosofo", un artista, un uomo di gusto, partecipa di una concezione del mondo, ha una consapevole linea di condotta morale, quindi contribuisce a sostenere o a modificare una concezione del mondo, cioè a suscitare nuovi modi di pensare. Antonio Gramsci.

L'indifferenza è il peso morto della Storia.E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perchè inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica. Antonio Gramsci

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La forze propulsiva dell'inquietudine


postato da FronEsis82 alle ore 09:12
venerdì, 02 gennaio 2009





Questo BLOG si è definitivamente trasferito. I miei pensieri e i miei testi sono migrati nel seguente spazio:



MULINI A VENTO







Arrivederci nel nuovo Blog!
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categoria : segnalazioni, riflessioni, eventi

postato da FronEsis82 alle ore 08:45
lunedì, 22 dicembre 2008

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categoria : eventi

postato da FronEsis82 alle ore 18:07
martedì, 16 dicembre 2008

La tazza di tè


            Sono poche le cose a cui non riesco a rinunciare nella mia metodica esistenza. La perdita o la rinuncia sono delle costanti della mia vita e per lo più riesco ad accettarle, o meglio a rassegnarmi a quelle mancanze, a quelle assenze, che mi sono compagne ormai più delle stesse presenze, più delle attenzioni.

            Per esempio accetto con difficoltà di sperimentare la perdita del controllo sui miei stati emotivi, provare dei sentimenti così forti ed incomprensibili al raziocinio, da influenzare pesantemente la mia vita. Non accetto l’ignoranza, la superficialità, l’arroganza, la tracotanza, la disattenzione per la sensibilità altrui, l’alterigia, e tutto quello che dipende direttamente dalla volontà e dalla coscienza delle persone e per le quali ne sono quindi pienamente colpevoli.

            Mi disgusta e mi offende tutto questo, ed utilizzo il termine offendere proprio nel senso di ferire, colpire, ed esercita in me un sentimento ostinato di rabbia per chi o cosa non vuole cambiare.

            C’è soprattutto una cosa alla quale non riesco a rinunciare, ed è la mia dose di teina quotidiana, la pausa del tè delle cinque.

            Quando fuori il freddo intenso dell’inverno ci rende più restii alla compagnia ed agli spazi aperti, quando il tepore della casa e degli affetti che la abitano rendono tutto ciò che ci circonda più accogliente, non resta che il fumo caldo del tè che va raffreddandosi, mentre in infusione una bustina sparge deliziosi aromi. Oggi ho scelto vaniglia e lampone, e se non bastasse l’ho abbondantemente zuccherato e vi ho intinto i miei biscotti preferiti per questa bevanda.

            Il fatto è che io adoro tutto quello che alla maggior parte delle persone risulta così dolce da diventare stucchevole, così ripetitivo da diventare noioso, così insensato da diventare assurdo. Ecco, anche questa è semplicemente Stefania: la cerco di tanto in tanto, per non perdere l’identità, mentre affannosamente riprendo il mio percorso di vita che per troppi mesi si è interrotto sotto una coltre indefinita d’apatia. Anche questa tazza di tè è Stefania.

 

S.C.

 

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categoria : riflessioni, semplicemente stefania

postato da FronEsis82 alle ore 08:22
venerdì, 12 dicembre 2008




Alcune segnalazioni:

Tullio boi presenta la sua raccolta di vignette "satiriche e dissatiriche":




IL CERVELLO DELLA MUCCA IN CARROZZINA

verrà presentato dall' assessore alla Cultura del comune di Cagliari, prof. Giorgio Pellegrini, SABATO 13 DICEMBRE ALLE ORE 17,30 PRESSO L'EX.MA. DI CAGLIARI (via Logudoro / via san Lucifero).









Consiglio inoltre due blog che, nonostante alcune diversità di vedute, vale la pena frequentare:

Sign for Per la decriminalizzazione universale dell'omosessualità

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categoria : segnalazioni, politica, riflessioni, eventi, satira

postato da FronEsis82 alle ore 13:48
lunedì, 08 dicembre 2008

Scegliere di lasciare che questa mia finestra sul mondo continui ad aprirsi e che la mia stanza s’illumini della luce altrui, oppure lasciar trapelare la debole e tremula fiamma del mio vissuto e dei miei pensieri oltre la tenda ed i vetri appannati, piuttosto che chiuderla per sempre e relegarmi all’infecondo mio io, senza spiragli, senza feritoie che concedono spazi d’intimità, è stata una decisione difficile, travagliata.

Potrà sembrare una stupidaggine, una frivolezza, ma questo non è un blog come gli altri, dove si aggiornano post tanto per lasciare un segno nella Rete, dove le parole non lasciano nient’altro che un suono, un’impronta sulla sabbia che finita la lettura, la risacca cancellerà impietosamente.

Questo spazio è una parte di me, concepita e partorita costantemente dal mio esistere, perciò ogni cosa in questo blog muta e si cristallizza così come muove ogni evento nella mia interiorità.

Non è che il mio scrivere si sia incancrenito nei mille rivoli dell’ego, che non ho più interesse per ciò che accade al di fuori di me, o che i miei pensieri sfuggano al materialismo razionalista, percorrendo vicoli ciechi d’emotività convulse. C’è che quando finisci nel baratro profondo della depressione, che ti annienta e ti consuma, lasciandoti una rabbia terribile che t’inaridisce, ebbene quando di te non rimane che la voglia disperata di riprenderti la tua vita, non resta che ricostruirti, pezzo per pezzo, un’edificazione lenta, costante, metodica, senza pause e senza indugi, ed allora non sei più la stessa persona di prima, e non sono le cose intorno a te a cambiare, mai sei tu, un mutamento fertile che non lascia scampo e ti travolge, spingendoti via da ciò che è passato.

Ed allora questa necessità imperante che mi chiede di voltare pagina, non poteva non passare da questo blog, ed ogni mia scelta d’autrice porta il peso di un linguaggio che va mutando, un linguaggio che ancora non riesco bene ad identificare, e che ha bisogno di profondità, di rigore, di lunghi silenzi meditativi.

Scrivere è per me respirare, e non è un riempire di parole un vuoto, ma esporre la mia intimità per entrare in quella degli altri, è spogliare di ogni sovrastruttura il reale, per vivere l’entusiasmante contatto con la verità, fragile e nuda verità, che si mostra ai nostri occhi nella sua più profonda essenza.

Così, ho deciso di girare questa pagina della mia vita, e passare alla successiva con una semplice migrazione, perché se questo blog non esprime più la mia personalità, è anche vero che ne è esiste un’altra che mantiene la stessa voglia di concedersi agli occhi, al cuore e alla testa, dei suoi lettori ed interpreti. A gennaio ricomincio da un altro blog, per ora continuerò a scrivere e ad illudermi di sopravvivere all’aridità del mondo attraverso questo varco.

Ringrazio i blogger e le persone che mi hanno appoggiato e che mi appoggiano, con affetto,

Stefania

 

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categoria : riflessioni

postato da FronEsis82 alle ore 14:40
mercoledì, 03 dicembre 2008

Arriva un momento, nella vita di ogni blogger, in cui continuare a scrivere in Rete sembra perdere di senso, in cui pensi di aver esaurito il tuo compito, di non avere più niente da dire, non avere più stimoli per continuare, di non avere più nulla d’intelligente e di coinvolgente da scrivere e che valga la pena di essere letto.

Arriva per tutti il momento della crisi.

Così, mentre nella mia vita mutano molte cose, persino la mia fluente capigliatura botticelliana viene sostituita da una più sbarazzina massa di ricci biondo rame, metto in discussione persino questo spazio e mi chiedo, vi chiedo, questo blog deve continuare ad esistere?

 

Stefania


Vuoi che questo blog continui ad esistere?
No, non mi mai e' piaciuto
No, nel tempo e' peggiorato
Si', e' comunque interessante
Si', adoro questo spazio
  
pollcode.com free polls
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categoria : riflessioni, sondaggi

postato da FronEsis82 alle ore 20:20
giovedì, 27 novembre 2008


"Di progetto in rimpianto e d'errore in desiderio,

I mortali dissennati conducono la loro follia.
Nelle sventure presenti, nella speranza di piaceri,
non viviamo mai, attendiamo la vita.

Domani, domani, si dice, realizzerà tutti i nostri desideri;
Viene il domani, e ci lascia ancor più infelici.
Dov'è l'errore, ahimè, nell'ansia che ci divora?
Nessuno di noi vorrebbe ricominciare la carriera;
Dei nostri primi momenti malediciamo l'aurora,
E dalla notte che giunge attendiamo ancora
Ciò che invano hanno promesso i nostri giorni più belli...."


John Dryden (libera traduzione di Voltaire)
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categoria : citazioni, poesia